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Andrea Sito: "Non ho mai avuto paura di combattere fuori casa, non vado a Roma per perdere!"

Venerdì 1 aprile, a Santa Marinella, comune del litorale laziale alle porte di Roma, si svolgerà la riunione pugilistica organizzata da OPI Since ’82 nel quale Main Event combatterà l’idolo di queste terre, Emiliano “Tizzo” Marsili, 45 anni, che si contenderà il titolo vacante dell’Unione Europea dei pesi leggeri contro lo spagnolo Frank Urquiaga.


Tutta la riunione sarà caratterizzata da incontri entusiasmanti, come quello che vedrà contrapposti due giovani prospect italiani, Daniel Spada e Andrea Sito, che disputeranno un match sulle otto riprese con in palio il Titolo Internazionale WBC Youth. Due pugili diversi tra loro, Sito e Spada, sia come percorso di crescita che da un punto di vista prettamente pugilistico, ma accomunati da un forte desiderio: vogliono entrambi vincere a Santa Marinella e alzare la cintura WBC Youth, per lanciarsi nel ranking italiano e internazionale dei pesi leggeri.


Andrea Sito, nato a Gallarate (Milano), ha 23 anni e un record variegato: 6 vittorie, 1 sconfitta, 3 pareggi. La sua unica sconfitta è avvenuta in trasferta, a Magdeburgo, in Germania, contro l’imbattuto Nenad Stancic. Il suo soprannome è “Bang Bang”, è mancino ed è seguito da suo zio, il maestro Sito.



Ciao Andrea. Partiamo subito con le presentazioni: come ti sei avvicinato al pugilato? Quando hai deciso che saresti diventato un pugile professionista?

“Mi sono avvicinato al pugilato grazie a mio zio, che è mio allenatore e sta con me all’angolo. Era un ex pugile dilettante, si allenava con Giorgetti, Ronzoni, e ho vissuto questo ambiente da sempre in famiglia. Sono passato professionista a 19 anni dopo aver vinto i campionati italiani Youth. Ho fatto anche qualche ritiro in nazionale, ma a diciotto anni sono andato in America, a New York, a fare un’esperienza, ad allenarmi da Andrea Galbiati. Un’esperienza incredibile, che mi ha aperto gli occhi sul professionismo. Ho fatto i guanti con Chris Colbert, con Reshat Mati… stando lì, andando alla Gleason’s, ho vissuto il mondo del professionismo vero. Ho visto live Thurman contro Garcia, Spence contro Algieri. Insomma, era tanta roba e mi sono completamente innamorato della boxe professionistica”


Ci sono dei pugili a cui ti ispiri nel panorama nazionale e internazionale?

“Italiano, beh Giovanni Parisi. Io penso che da quando non c’è più, il pugilato italiano è finito. Con tutto il rispetto per i grandissimi campioni che abbiamo avuto e che abbiamo, credo che un campione come Parisi non ci sia stato e non so se ci sarà. Mi guardo le sue interviste, i suoi match, mi appassiona come pugile e come uomo. A livello internazionale ammiro Linares, Chocolatito, e anche Gatti. Mi sono allenato con Hector Roca in America, suo allenatore, che mi diceva “tu diventerai bravo perché sei bello!”, e non ho mai capito se intendesse fisicamente o come stile sul ring!”


Hai combattuto anche all’estero, nel match che ha segnato la tua prima ed unica sconfitta. Che cosa ti ha lasciato quell’esperienza? Andare in Germania, competere per una cintura, anche perdere l’imbattibilità.

“Io al mio secondo match ho incontrato Gagliardi. Vero che anche lui era agli inizi nel pugilato, ma aveva alle spalle una settantina di match di kickboxing seri. La mia carriera da pro è stata travagliata. Per un periodo mi sono fermato, dopo la sconfitta in Germania. Ma ho sempre incontrato gente forte, dura. In Germania ho capito tante sfumature di questo sport e di questo lavoro. Non avevo gente che ha saputo darmi le corrette indicazioni nel team. Però mi ha insegnato tanto: sono cresciuto sia per la sconfitta che per il contesto. C’erano le telecamere che mi riprendevano, le domande dei giornalisti, il peso pubblico, tremila persone sugli spalti. Mi ha formato molto. Il campione non si guarda da quello zero sullo score, ma da come si comporta dopo la sconfitta”.


Andrea Sito sul ring

Daniel Spada è il tuo prossimo avversario: cosa sai di lui? Avete degli avversari in comune, ma tutto sommato due percorsi differenti. Come pensi possa metterti in difficoltà, e cosa farai tu per contrattaccare?

“Spada è più alto e longilineo, ha fatto tanto il dilettante, ha un pugilato molto di mobilità, l’ho visto con Gagliardi e con Calì e anche con altri avversari e si adatta molto in base a chi ha davanti. Ho notato che regge le sei riprese ma a ritmi alterni. Il suo allungo potrà darmi problemi, ma io con la pressione e un volume maggiore di colpi potrei metterlo in difficoltà”


In termini di preparazione tecnica e atletica, su cosa avete lavorato con il tuo team?

“Doppia seduta standard per tutto il training camp con parte atletica e parte tecnica distinte, alta intensità per mantenere ritmi serrati ed arrivare eventualmente in fondo alle dieci riprese. Non ho mai avuto paura di andare fuori casa, quindi non andiamo a Roma per perdere, ma per far ricredere tante persone sul mio conto dopo la sconfitta”.


Se dovessi battere Spada, quali saranno i prossimi step per la tua carriera?

“Vorrei subito fare il titolo italiano. Ho visto che ora combatteranno Benkorichi e Picardi e vorrei incontrare il vincente. Io se riesco faccio anche il superpiuma, voglio solamente combattere e vincere. Voglio una cintura. Non mi tiro indietro davanti a nulla. Il pugilato ti mette spesso davanti a situazioni dure da fronteggiare. Ora come ora mi sento in forma, bene, posso incontrare chiunque”.


Il prezzo dei biglietti sarà suddiviso in base all’area: 40,00€ area VIP, 25,00€ tribuna bassa. Per prenotare, contattare il +39 338 932 5981