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Fabio Turchi contro Richard Riakpohre: "È il match della vita. Darò tutto me stesso per vincere!"

L’11 giugno 2022 sarà una data cruciale per il pugilato italiano: Fabio Turchi, il massimoleggero fiorentino, salirà sul ring della OVO Arena di Wembley contro Richard Riakporhe, imbattuto pugile di casa, in un match valido come semifinale mondiale per la sigla IBF e che sarà il Main Event di una serata di altissimo livello organizzata da Boxxer e trasmessa in diretta globale da Sky Sports Boxing.


Abbiamo intervistato Fabio Turchi, per farci raccontare come è stata la sua preparazione e come affronterà un avversario del calibro di Riakpohre.


Come è andato il Training Camp di preparazione al match contro Riakporhe? Come ti senti, fisicamente e mentalmente?

“La preparazione è andata bene, abbiamo svolto regolarmente tutti gli step che ci eravamo prefissati. Per dieci giorni ho avuto il pugile Ciselak come sparring partner ed è stata un’esperienza incredibile. Mentalmente mi sento bene, fisicamente ho fatto una bella preparazione, arrivo fiducioso e sereno al match”


Come è nato lo sparring con Cieslak, che è un due volte sfidante al titolo mondiale?

“Ho chiesto a Cristian e Alessandro Cherchi di alzare il livello dello sparring, in Italia trovare avversari di livello mondiale con cui fare i guanti è praticamente impossibile. Volevo un test che mi mettesse davvero alla prova, per capire e provare le situazioni che si verificheranno contro Riakporhe. Cieslak per fisicità, aggressività, struttura, peso, è molto simile a Riakpohre. Mi è servito tantissimo”


Sembra che ti abbia insegnato tanto, questa esperienza.

“Sì, è stata preziosa. Negli ultimi incontri che ho fatto arrivavo al match senza aver fatto delle sessioni di guanti davvero impegnative. Non tanto per la tecnica, ma per la concentrazione. Facevo sparring in cui potevo un po’ campare di rendita. E poi Cieslak è un duro. Ho fatto i guanti con Mehry, con Briedis, ma con Cieslak ho davvero sentito una forte differenza, è quello che mi ha impressionato di più, è pesante, è pericoloso, è stato perfetto in funzione della sfida contro Riakporhe”


Fabio Turchi in azione contro Dylan Bregeon, aprile 2021

Parliamo di Riakporhe: cosa sai di lui e come visualizzi lo sviluppo del match, nella tua testa?

“Cercherà di prendere il centro del ring e di giostrare lui l’azione, sfruttando allungo e altezza. Io sarò sul ring con qualche chilo in più di muscoli che non guasterà in un match contro uno come Rakporhe, che è tutto fuorché un cruiser naturale. Cercherò di dargli meno punti di riferimento possibili. Mi visualizzo un match combattivo, perché caratterialmente so di essere pronto. Lo contrasterò da subito, piazzerò dei colpi importanti per far sentire la mia presenza”


Come ti fa sentire il fatto che tu stia affrontando uno dei pugili più evitati della categoria?

“Mi sono estraniato dal chiacchiericcio da social. Mi spiego, so che Riakporhe è forte, è uno dei più evitati della categoria, ma sto lavorando esclusivamente su me stesso e sul lavoro che sto svolgendo.”


Ti fa sentire meno pressione il combattere all’estero, fuoricasa?

“Mi piace partire da sfavorito. Quello che ha da dimostrare tutto è lui. Io sarò a Londra con umiltà e determinazione, gli voglio guastare la festa, essere underdog è un surplus di motivazione. Poi certo da pro è diverso, ma da dilettante ho girato tanto e combattuto contro i pugili locali”.


Pensi che questo sia il match più importante della tua carriera?

“Sì, senza dubbio. Tutti sognerebbero di essere al posto mio. Poter dire di essere protagonista del Main Event in Inghilterra che è la patria della boxe, dove c’è un pubblico coinvolgente e appassionato, mi fa sentire felice. Sono consapevole che è un incontro spartiacque, sono quelle riprese che decidono una carriera. Per questo ci voglio arrivare sia spensierato che determinato. Leggero ma convinto. Sono disposto a fare i salti mortali sul ring contro Riakporhe.”



Come vive tuo padre, che è anche il tuo coach, questo momento? Come si riesce a separare la professionalità del coach dall’affetto paterno?

“È il mio tecnico ma prim’ancora è il mi’babbo… ormai combattiamo a livelli altissimi, quindi è una prova per entrambi. Riesce ad essere freddo e distaccato, questa sua caratteristica è stata importante nella nostra carriera. Ci salirebbe lui contro Riakporhe se potesse, certo, ma sa indossare la maschera del coach inflessibile che mi dà fiducia, senza passarmi le ansie da padre che gli frullano per la testa. Il morale del team è salito man mano che passano i giorni. Sto bene, l’atmosfera che aleggia è propositiva. In questo ha giocato un gran ruolo anche il mental coach che mi sta seguendo. Ha dato una mano a me ma ha fatto crescere anche il babbo, che si è messo in discussione. Penso che il nostro rapporto in questo Training Camp sia addirittura cresciuto negli ultimi mesi”


Cosa porterai della Toscana, di Firenze, sul ring di Londra?

“Ci sarà la semifinale del torneo del Calcio Storico quando io combatterò a Londra. Non credo al caso, ma è forte come coincidenza. La sento, la percepisco quest’atmosfera di battaglia che noi toscani abbiamo nel sangue. La sincronia del momento la porterò con me sul ring nei momenti di difficoltà, mi servirà come carburante. Il pensiero di essere un fiorentino, sul ring a Londra, mi darà la spinta in più”.